Progetto “Siete Presente 2022”

28 Set 22 | In Evidenza, Iniziative Ecomuseo, Progetti

“Dai tempo ai sogni di diventare realtà: i giovani, il futuro, il territorio”

La nostra associazione “Gruppo Perché No? – Ecomuseo Montagna Fiorentina” ha partecipato e vinto il Bando CESVOT “Siete presente. Con i giovani per ripartire”, finanziato da Regione Toscana – Giovanisì in accordo con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale (vedi qui il Bando). Il nostro progetto è risultato essere fra i migliori non solo in provincia di Firenze ma anche in tutta la Toscana (qua la notizia). Il nostro progetto ha interessato giovani fra i 14 e i 17 anni sia del territorio della Valdisieve – Montagna Fiorentina, sia giovani provenienti da tutta Italia.

Enrico, Viola, Lorenzo e Jacopo del Gruppo Perché No? insieme al Presidente CESVOT Luigi Paccosi e Bernard Dika Consigliere Portavoce del Presidente della Regione Toscana

Lo scopo è stato rendere protagonisti i giovani nel panorama territoriale, attraverso le loro idee, intuizioni e, si, anche i propri sogni; non va infatti dimenticato che i giovani non solo saranno il futuro ma sono anche, e soprattutto, presente! Ed è importante fin da ora percorrere la strada del protagonismo e della cittadinanza attiva. Spesso però manca quell’ascolto e quell’attenzione per i più giovani, tale per cui questi, costantemente inascoltati, decidono di intraprendere altre strade, abbandonare le proprie idee, i propri sogni e spesso il territorio da cui provengono.

Nel corso di due settimane intense la nostra associazione con la collaborazione di Effetto Foresta ha lavorato con circa 50 ragazzi sulla concretizzazione di idee per il futuro del territorio e azioni tangibili come il censimento degli alberi monumentali del territorio, l’installazione dei segna via della Via di Francesco, la ripulitura dall’immondizia nei luoghi ambientalmente sensibili della nostra montagna, e tanto tanto altro.

La restituzione dei lavori svolti

Di seguito la riflessione sulla direzioni che il territorio dovrebbe perseguire sulla base della visione dei ragazzi:

“La Montagna Fiorentina è un bene naturalistico che a noi ragazzi/e del territorio è stato donato fin da
piccoli. C’è un problema: lentamente lo stiamo distruggendo; in questo momento le persone si stanno
scordando di questo patrimonio che abbiamo e non lo rispettiamo.
Dato che nessuno fa nulla per migliorare questa situazione prendiamo iniziativa noi ragazzi e ragazze che stiamo cercando di fare il nostro meglio per farci ascoltare in modo tale che la situazione migliori. Noi vogliamo un futuro sano ed in armonia con la natura; vorremmo che le Istituzioni prendessero più
seriamente la “Montagna Fiorentina” e che questo territorio fosse rispettato e valorizzato e tutta la
ricchezza naturalistica presente fosse tutelata cosicché potesse dare economia per migliorare l’intero
territorio.
Per esempio: se curassimo e rendessimo più accessibili, conosciuti e pubblicizzati i sentieri e le bellezze naturalistiche, storiche, culturali presenti su questa Montagna oltre a pubblicizzare in maniera coordinata le varie attrazioni/esercizi turistici, artigianali, agricoli e del piccolo commercio che attraversano, si andrebbero a creare numerosi posti di lavoro che si basano su una filiera locale molto importante e con un notevole ritorno economico.
Per noi sarebbe davvero una bella modalità di riscatto per la Montagna Fiorentina”

Disegno del bivacco Capanno delle Guardie sul Monte Secchieta, fra la Foresta Biogenetica di Vallombrosa e il bosco di Sant’Antonio, sul Pratomagno

Questo il documento finale redatto da noi giovani partecipanti al progetto “ SIETE PRESENTE” accompagnato da manifesti promozionali che riassumono le nostre diverse percezioni ed idee. Un documento breve ma riassuntivo di una visione di presente e di desiderata per un futuro possibile per tutta l’area della Montagna Fiorentina derivato da un grosso lavoro svolto da noi ragazzi e ragazze abitanti nei comuni dell’area insieme ad altre ragazze e ragazzi provenienti da comuni limitrofi ed altre regioni italiane.

Una quindici giorni colma di immersione nei boschi, sui sentieri, fra le rovine di beni architettonici di incommensurabile valore, in mezzo a torrenti e borghi antichi, su vie Antiche e resti di basolati romani andati distrutti per disattenzione ed incuria… una quindici giorni fatta di pulizia dei boschi, di momenti vissuti ad ammirare alberi ultracentenari dalle forme artistiche mozzafiato, di uscite notturne in ascolto degli animali selvatici e di viaggi verso galassie infinite disegnate sulla volta celeste lontani dall’inquinamento luminoso distesi su campi profumati dove sogni e desiderata prendevano corpo e tutto è sembrato possibile: una visione del proprio futuro bello, creativo, propositivo, libero e pieno di studio, idee, pace ed impegno per sé, per il proprio Pianeta e per gli altri.

Come si è svolto il lavoro

Siamo stati divisi in due gruppi distribuiti su due turni di attività durante i primi quindici giorni di
Agosto.
Durante la permanenza abbiamo svolto tante uscite per effettuare SOPRALLUOGHI DIRETTI ED
ANALISI DELLE CRITICITA’ E POTENZIALITA’ DI DIVERSE AREE.

Area del Mulino Pesci e Ponte Romano

Osservazioni in merito dei ragazzi
“ Il Mulino Pesci è un antico mulino che si trova nei pressi di Pinzano.
Purtroppo questa magnifica struttura nel corso degli anni è stata abbandonata e adesso è ridotta in
pessime condizioni. Secondo noi, questo luogo meriterebbe una maggiore manutenzione ed attenzione poiché è una memoria storica ed architettonica di un periodo che noi ragazze e ragazzi non abbiamo vissuto. E’ anche un segno di come le persone per secoli hanno saputo adottare meccanismi, strutture e metodi di utilizzo delle risorse ambientali rimanendo in equilibrio con le stesse perchè fonti di vita e di guadagno.
Si dovrebbe ripulire il posto dai rovi e soprattutto è fondamentale rimettere in sicurezza la struttura in
modo da riqualificare e rivalorizzare il mulino che ad oggi risulta essere molto pericoloso e il territorio
circostante.”
E’ scaturita inoltre questa poesia:

“O paesaggio di foresta
tu sei la prima casa dell’uomo
nei secoli l’uomo ti ha plasmata
dove un tempo c’erano vuoti profondi
ora ci sono grandi costruzioni di pietra
piegata come arcobaleni
queste strutture si chiamano ponti”

Cervo Bianco -Foresta di Sant’Antonio – Capanno delle Guardie

“Cervo Bianco”, riflessioni dei ragazzi: Secondo noi, rimettere in sesto l’impianto sciistico non converrebbe dal punto di vista ambientale ed economico, date le ampie spese per la manutenzione e per la sicurezza, in più la neve in queste zone dura troppo poco tempo per avviare una vera e propria stagione sciistica. Dunque andrebbe demolita definitivamente questa struttura ormai fatiscente, i materiali dovrebbero essere riciclati per quanto possibile e ripulita l’intera area limitrofa dai rifiuti che si sono accumulati nel tempo

“Foresta di Sant’Antonio – Capanno delle Guardie”

Abbiamo trovato una situazione di estrema sporcizia, il bosco trasformato in un gabinetto per la presenza innumerevole di escrementi umani, fazzoletti di carta sporchi, tappi di bottiglie, bottiglie di vetro e plastica e mozziconi di sigarette!
Divisi in gruppi abbiamo ripulito tutta l’area differenziando i rifiuti quando possibile ed esprimendo
proposte e riflessioni:
1) Mettere sulle mappe pubbliche i posti dove andare in bagno
2) Costruire dei bagni medievali affinché permettano alle scorie biologiche di andare in certi posti
con contenitori ermetici sotterranei di 1m2 per essere contenuti nel miglior modo possibile in
attesa che quelle scorie diventino fertilizzante/concime.
3) Dopo che quel fertilizzante avrà passato un certo periodo, usarlo per aiutare i giovani alberi a
crescere.
Ci ha colpiti tanto la breve uscita notturna nella foresta di Sant’ Antonio accompagnati solo dalle stelle!
La foresta si trasforma e fa vedere altre parti di sé; è il momento dove possiamo goderci al massimo il
bosco e sentire nuovi suoni e nuovi e odori ai quali durante il giorno spesso non facciamo caso.
L’emozione provata poi sul Pratomagno nel vedere la valle del Casentino da un lato ed il Valdarno
dall’altro!

Poesia su “Capanno (o casa) delle Guardie”

O casa delle guardie tu che sorgi in un luogo desolato,
ma solo all’ apparenza
perché basta guardare sotto la tua superficie per capire che in realtà sei in un luogo magico, nella notte fredda c’è solo una luce che splende più di tutte le lune.
Certe lune si vedono solo in alcuni posti speciali.

Madonna dei Fossi e Via di Francesco

La Madonna dei Fossi è un luogo speciale da cui è passato San. Francesco durante il suo cammino.
Siamo rimaste colpite da come fosse ridotto il Santuario e non solo, anche dall’ambiente circostante
trattato con nessuna cura.
Abbiamo deciso di andare alla sorgente che San Francesco ha fatto scaturire miracolosamente dalla roccia sotto la pendice antistante il Santuario: il famoso miracolo “dell’acqua” compiuto nel 1220 come riportate da fonti storiche.
Per arrivarci abbiamo dovuto proseguire fra alberi e ramaglie abbattuti da tagli e lasciati sul sentiero
divenuto così difficile da percorrere.
Un luogo così importante per motivi storici, religiosi e culturali ci sorprende che sia in queste condizioni di totale degrado!!
Vogliamo segnalare alla Regione Toscana che si prodighi affinchè tutta l’area venga ristrutturata dal
proprietario De Frescobaldi essendo la Madonna dei Fossi un bene storico comune!
Inoltre occorre curare la natura circostante ad esso e facilitare l’accessibilità alla sorgente di San.
Francesco che è importantissima e con un passato storico e religioso significativo e unico (foto in
descrizione).
Se la ristrutturazione non sarà possibile chiediamo che venga Tutelata la memoria storica della Madonna del Carmine dei Fossi con delle azioni di mantenimento almeno:

  • pulire l’interno di essa ed anche l’esterno,
    – ristrutturazione del tetto e sostituzione delle travi portanti
    – cartellonistica con riportati tutti i beni artistici e religiosi che erano presenti e che ora sono spariti;
    – Per le altre cose si può lasciare così come si trova per far in modo che i visitatori possano vedere quanto tempo sia passato dalla sua costruzione.

Il Bosco “Magico”

Il bosco magico della ricerca è un luogo perfettamente coerente con il suo nome, concesso ai campi estivi di Tòsina per effettuarvi varie esperienze. Gli alberi del bosco sono pieni di forme particolari visto che sono stati lasciati crescere senza l’intervento dell’uomo; vari alberi hanno pure ottenuto dei nomi tra cui il “Re” e il “pensatore”. Questo bosco è ricchissimo di biodiversità, è bellissimo e il poter stazionare al suo interno con rispetto ci fa stare molto bene! Crediamo che una funzione importante dei boschi sia quella per la salute umana: dovrebbero essere lasciate più superfici senza tagli ed interventi dell’uomo perché questo creerebbe ricchezza e lavoro per tanti di noi!

I fossi del Vicano di Sant’Ellero, Torrente Rufina, Torrente Moscia

Vicano di Sant’Ellero

L’esplorazione del torrente Vicano di Sant’Ellero, da Pagiano verso Tosi, pur presentando qualche difficoltà data nel percorso difficile, ci ha ripagati con una bellezza del luogo mozzafiato! Purtroppo l’acqua è davvero poca anche qui a causa della siccità di questa estate, abbiamo visto la notevole differenza con i segni lasciati dal livello solito. Nel percorso di ritorno siamo passati sulle rocce del torrente ricchissimo di animali, piante e muschi!! e Purtroppo anche qui abbiamo raccolto vari rifiuti tra plastica, sbarre di ferro, polistirolo e lattine. I rifiuti umani non mancano mai! A Pagiano, un bellissimo Borgo, abbiamo incontrato Rolando ed altri abitanti che ci hanno accolto in maniera davvero speciale!

Torrente Moscia

Il Torrente Moscia: è meraviglioso con i tappeti di muschi e licheni, l’acqua limpida ed il ponte romano che andrebbe ripulito e messo in sicurezza poiché la vegetazione lo ha ricoperto totalmente; la stessa via di Francesco che vi passa sopra è continuamente devastata per l’accesso
di fuoristrada e motocross che devastano le ultime tracce di basolati romani in alcuni casi completamente divelti nel tratto della Cappellina della Madonna dei Fossi eretta per indicare il miracolo dell’acqua.

Dopo il sopralluogo alla Madonna dei Fossi abbiamo fatto il tratto della via di Francesco fino alla Consuma: abbiamo aggiunto alcuni segnali per reindirizzare la strada, dipingendo gli alberi di rosso e bianco e mettendo le frecce per la via di Francesco a ogni bivio. Lungo il viaggio abbiamo affrontato innumerevoli salite che oltre ad essere stancanti erano segnate dalle ruote dei veicoli che passavano per il bosco rendendole ancora più difficoltose perchè estremamente sciupate.

Sentieri

Abbiamo visto anche CHE come molti dei sentieri che abbiamo percorso sono molto sciupati perchè vengono utilizzati da trattori per l’esbosco da motocrossisti e fuoristrada; anche chi ha autorizzato i tagli dei boschi e le ditte che li hanno effettuati non hanno tenuto di conto di queste antichissime viabilità che risalgono sia al periodo romano sia al periodo etrusco e poi medievale danneggiandole alcune in maniera definitiva e senza possibilità di recupero e ciò risulta incomprensibile; spesso abbiamo trovato alberi abbattuti, e poi lasciati lì o buttati nelle scarpate o nei fossi, alcuni di questi alberi avevano la segnaletica del CAI (la striscia bianca e rossa) indicante il sentiero. Abbiamo provveduto a ripristinare il segnale quando possibile ma rimane l’amarezza delle vie distrutte. Talvolta abbiamo trovato anche sentieri chiusi da recinzioni senza alcuna via di passo.

CONSIDERAZIONI

Abbiamo pensato: un turista, un pellegrino, una escursionista che avesse scelto di percorrere queste vie si andrebbe a trovare in grave difficoltà e senz’altro tornando a casa non parlerebbe bene di questo territorio!! Le vie dovrebbero avere maggiore attenzione; sarebbe importante aumentare la segnaletica informativa e bloccare il passaggio ai veicoli con sbarre, muretti a secco, altro.

Alberi Monumentali

Abbiamo scoperto come ci siano persone appassionate che partano dall’altro capo del mondo per visitare gli Alberi Monumentali percorrendo itinerari che toccano località interessanti sviluppando turismo e cultura. Riteniamo che sia diventato davvero importante alla luce del disastro ambientale che stiamo vivendo tutelare questi giganti verdi sia per motivi ecologici visto che hanno un ruolo biologico di centrale importanza per il mantenimento dell’ecosistema boschivo sia per motivi culturali e scientifici di studio ma ancor più per attrarre visitatori e quindi sviluppare economia. Abbiamo così cercato questi giganti verdi e ne abbiamo censiti tre; quindi abbiamo provveduto a compilare le relative schede che saranno inviate al Comune di Pelago affinchè le trasmetta in regione Toscane ed al Ministero dell’Ambiente che a loro volta le inseriranno nel registro degli Alberi Monumentali Nazionale. E’ stato davvero importante poiché abbiamo imparato a riconoscere alcune specie forestali ma soprattutto ad ammirarne le caratteristiche ecosistemiche, la loro preziosa e fondamentale presenza per il bosco e ad apprezzarne la bellezza!!

Conclusioni

Abbiamo dunque lavorato, ci siamo divertiti con i giochi, abbiamo scoperto delle meraviglie naturali uniche, abbiamo imparato in pochi giorni ciò che delle volte non riusciamo ad imparare in un anno, abbiamo capito come cambiare le cose da subito e come possiamo essere protagonisti del nostro presente e quindi del nostro futuro! Una cosa però ci ha toccati nel profondo, tutte e tutti e la descrive bene Viola: “mi mancano il silenzio e il buio della notte, si dormiva benissimo; ricordo la sera in cui sono tornata a casa non sono riuscita a dormire bene perché c’era quella luce e quella confusione che prima non percepivo perché ci ero abituata. quando la prima sera, proprio il giorno in cui siamo arrivati, siamo andati su quel bellissimo prato e ricordo che era buio quasi non si vedeva nulla, ricordo bene il momento in cui ho alzato lo sguardo e davanti ai miei occhi mi sono trovata come un bellissimo mare blu quasi nero nel quale nuotavano dei magnifici piccoli pesci argento, e alcuni di loro sembrava quasi che volessero lasciando la loro scia per qualche secondo nel cielo regalandoci uno spettacolo indimenticabile. Si, sto parlando del cielo la notte, sono rimasta veramente affascinata da quella smisurata bellezza; ricordo che riuscivo a vedere nitidamente il piccolo e il grande carro e riuscivo anche a scorgere la galassia; vedevo veramente tantissime stelle e soprattutto ricordo bene delle stelle cadenti ma in particolare di una che lasciò in cielo una scia così evidente che al solo pensiero mi viene ancora la sua forte luce agli occhi. Il fatto di vedere le stelle può sembrare una cosa scontata, ma non per chi tutte le sere ha un esagerato inquinamento luminoso: ricordo bene la prima sera in cui tornai; a cena eravamo rimasti là, ma ancora non aveva fatto buio; quando siamo tornati a casa, io come ogni sera precedente durante l’esperienza avevo alzato lo sguardo con l’intenzione di ammirare il magnifico cielo stellato, ma con mia grande delusione mi sono resa conto per la prima volta che nel cielo della città non ci sono le stelle. Ricordo che si vedeva il nero del cielo con un po’ di bianco delle nuvole e a malapena si riusciva a scorgere due o tre stelle; io non mi ero mai accorta di questa cosa, non ci avevo veramente mai fatto caso, ma dopo questa settimana tutte le volte che alzo lo sguardo su al cielo e non vedo stelle, chiudo gli occhi e penso al cielo di Tosina e questo mi aiuta un po’ a sentirmi meglio”.